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Come avrete compreso dagli articoli che periodicamente pubblichiamo per approfondire determinate situazioni, l’energia è oggi il punto focale degli obbiettivi occidentali, dopotutto come potrebbe funzionare il sistema occidentale industriale e post industriale senza energia? Provate anche solo per un secondo a immaginare che ci tolgano l’energia anche se solamente per un paio di settimane. Sarebbe una catastrofe. All’occidente passerebbe la voglia di scherzare con la transizione ecologica. Tutto sarebbe bloccato, bancomat, supermercati, rifornimento carburanti, carte di credito, acqua in casa e via dicendo. L’energia oggi è al primo posto nella catena per il funzionamento di uno stato moderno, civile e funzionale, pariteticamente sempre al primo posto metterei l’acqua potabile, cui in assenza di essa servirebbe energia per dissalare l’acqua salmastra dei mari. Siamo in un mondo sempre più assetato di energia ma che cambia con una rapidità troppo forte. Ciò che vale stamattina non è detto sia di valore oggi pomeriggio. Sembra un concetto fatto per stupire tuttavia non è così. La mia generazione è abituata a una tempistica molto diversa. La tempistica di oggi invece è di un mondo “a cavallo di un filmine”. Per cavalcare un fulmine non è affatto facile. Quello che è peggio è il fatto di rischiare di fulminarsi. L’apice di un mondo che si fulmina da solo? La guerra totale, l’estinzione dell’umanità.
L’Europa un paese predatorio?
Dagli accadimenti degli ultimi tempi avrete certamente compreso che questo concetto non è affatto irreale. Un vertice è sufficiente per consolidare un mondo di pace o un mondo di guerra. I paesi più pericolosi per potenziali conflitti sono il mediooriente e l’Europa. Il primo per la presenza di greggio, il secondo per la necessità predatoria, essendo l’Europa un paese per la maggior parte povero di materia prime. Russia, Africa, Cina e America e sud America al contrario, sono paesi ricchissimi di materie prime, l’Europa no.

Questa è una delle principali ragioni per le quali proprio l’Europa è da sempre il fulcro dei conflitti mondiali. Amo da sempre rammentare che le guerre non esplodono per odio verso un popolo in particolare ma per interessi enormi legati a mire predatorie. Il Primo conflitto mondiale è stato provocato da due potenze economiche, Germania e Inghilterra. Il secondo conflitto mondiale sarebbe stato innescato dalla onnipresente creatrice di conflitti, la guerrafondaia Germania, finanziata dalla finanza inglese. Il terzo che speriamo ardentemente sia lontano da chi sarà innescato?
Trump e il summit di Agosto
Proprio in questo summit d’Alaska Trump starebbe cercando di instaurare accordi con Putin. Lo scopo? Io vedrei un sottile gioco geopolitico per cercare di arginare la Cina isolandola almeno in parte dalla Russia di Putin, tirando quest’ultima verso la propria influenza economica. La politica del passato ha portato a un disequilibrio che inevitabilmente ha distrutto l’economia americana e creeato nuovi competitor orientali come la Cina.
La follia dell’austerity
Questo per il fatto che la Cina sia stata utilizzata come “unica fabbrica” del mondo. In questo modo si è potuto contenere l’inflazione facendo produrre alla Cina di tutto ma soprattutto tecnologia a basso costo. Il fatto è che ora ci si trova con un occidente, in primis gli Stati Uniti, che non producono più nulla e per questo si trovano in una situazione debitoria assai critica. Diciamo che gli USA sarebbero da vedersi come un paese “in default” o per essere gentili in “prossimo default”.
Ideologie di sinistra
L’ideologia di “sinistra” ha regalato al mondo i propri effetti assolutamente distruttivi, sia ideologicamente che economicamente. L’economia la deve decidere chi la sa governare. Essa non deve essere contaminata da ideologie anti economiche basate su sogni e su fumo. Le ideologie “sinistrorse” hanno mandato dapprima la Russia (salvata da Putin) verso una catastrofe ideologica e sociale, ora ci starebbe provando con l’occidente. E’ distruttivo idealizzare un mondo socialmente piatto e standardizzare l’umanità. Questo non potrà mai accadere nel lungo termine perchè gli uomini non sono tutti uguali ma tutti diversi e l’ ambizione (equilibrata) è quella prerogativa che permette alle economie di svilupparsi creando benessere socuiale. Una società imbelle, insipida, desiderosa del nulla e drogata non è certo una società produttiva e positiva ma solo manipolabile. Una sinistra fosa con il sistema finanziario avrebbe nel tempo creato più danni di una “possibile guerra”, proprio per il fatto di aver plagiato la società, il plagio non è facile da togliere se non con tempo e pazienza, tuttavia oggi il mondo corre alla velocità della luce. La madre di Cristo parlò chiaramente della URSS che avrebbe divulgato i propri errori.
The Great America di Trump
Il tentativo disperato di Trump sarebbe quello di riportare il proprio popolo a bilanciare l’importazione con un certo quantitativo di produzione interna ormai inesistente. Trump riportando gli USA verso un ritorno all’ era produttiva potrebbe essere il leader in grado di salvare l’America e di conseguenza l’occidente.

Per far ciò il Presidente dovrà ridimensionare il valore del Dollaro per rendere competitivi i mercati e direzionarli a proprio favore. La questione dazi nasce per poter avere la possibilità di monetizzare nel breve periodo. La Cina fra l’altro si trova nelle condizioni di non poter perdere gli Stati Uniti che sono il miglior cliente del dragone ma cui dall’altro canto, sono in possesso di una cospicua fetta dei debiti contratti dallo zio Sam. Il default degli USA sarebbe quindi un danno sia per l’occidente che per la Cina. Un possibile fallimento nordamericano potrebbe portare davvero il mondo in una guerra catastrofica. E’ evidente che i registi del NWO hanno forse osato troppo.
Il progetto di Davos
Loro avrebbero desiderato un governo unico, un mercato globale, una moneta unica oltre che un sistema totalitario di tipo Cinese per il controllo della popolazione. Questo progetto per il momento ha portato a squilibri troppo grossi, obbligando il mondo a dirigersi verso la direzione opposta. Nel progetto del NWO il mondo avrebbe dovuto essere diviso in poche sezioni, la Cina paese produttivo, gli USA cuore della finanza mondiale e gendarme del mondo, l’UE vassalla degli USA avrebbe dovuto prendere la medesima piega dell’America e una direzione autoritaria orientata alla produzione di energia green, un banco sperimentale per queste tecnologie per lo più perdenti e la Russia?
La Russia per la seconda volta salva la situazione
I registi non hanno fatto i conti con Putin che non intende piegarsi alle imposizioni del NWO. Possiamo affermare che se da un lato Germania e UK ci hanno fatto entrare in guerra ben due volte, la Russia ci avrebbe liberato due volte, la prima dall’espansione tedesca finanziata dall’Inghilterra, la seconda dall’espansione dell’autoritarismo globale voluto dai registi dal NWO che nascosti dirigono i propri burattini della politica, tramite la finanza mondiale. Dopo questa introduzone che vuole far luce sul panorama politico dei nostri tempi, nelle prossime righe, da un articolo della giornalista Teresa Monaco cercheremo di comprendere anche l’atro lato della medaglia in fatto di economia e di mercati dell’energia.
Trump proroga la tregua tariffaria con la Cina: riflessi globali ed effetti sull’energia
L’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha annunciato l’estensione di 90 giorni della tregua tariffaria con la Cina. La decisione, che arriva in un momento di alta tensione economica internazionale, rappresenta un segnale di temporanea distensione tra le due potenze.

Tuttavia, resta forte l’incertezza sui prossimi sviluppi e sulle conseguenze che la scelta potrà avere sui mercati globali, in particolare su quello energetico e sulle prospettive di famiglie e imprese europee alle prese con il costo della luce e delle forniture di gas.
Una tregua dal valore politico ed economico
La proroga di tre mesi della tregua tariffaria offre a Washington e Pechino un margine temporale per rilanciare i negoziati. Secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali, l’obiettivo è ridurre le tensioni legate ai dazi che negli ultimi anni hanno segnato profondamente i rapporti commerciali bilaterali. La scelta di Trump, pur temporanea, si inserisce in una strategia più ampia di pressione, volta a mantenere aperto il dialogo senza rinunciare a una posizione di forza.
Dal punto di vista economico, la misura ha suscitato immediate reazioni sui mercati internazionali. La stabilizzazione momentanea delle relazioni ha permesso una riduzione della volatilità finanziaria, anche se gli investitori restano cauti. Per molti analisti, l’accordo dimostra la volontà delle due potenze di evitare una nuova escalation, almeno nel breve periodo, in vista di future trattative più articolate.
Questa tregua non è tuttavia priva di rischi. Alcuni osservatori sottolineano come la mancanza di un’intesa strutturale lasci aperta la possibilità di nuove tensioni. Le conseguenze si riflettono anche sui partner commerciali di Stati Uniti e Cina, tra cui l’Europa, che resta spettatrice interessata di un equilibrio fragile. L’economia europea, strettamente collegata agli sviluppi del mercato energetico, potrebbe risentire in maniera significativa di eventuali cambiamenti nelle politiche tariffarie.
Impatti sul mercato energetico europeo
Il commercio internazionale non riguarda soltanto beni industriali e tecnologici, ma incide in modo diretto anche sul mercato energetico. Le tariffe e i dazi applicati tra le due maggiori economie mondiali hanno un effetto domino sui prezzi delle materie prime e, di conseguenza, sul costo dell’energia. In Italia, dove il tema del costo della luce è particolarmente sensibile, ogni variazione legata ai mercati internazionali rischia di tradursi in un aumento delle bollette della luce e del gas.

La tregua tariffaria potrebbe contribuire, almeno nel breve termine, a contenere le oscillazioni dei prezzi. Un contesto di maggiore stabilità commerciale può favorire condizioni più prevedibili per fornitori e distributori luce e gas, con ricadute positive sul consumatore finale. In questo quadro, l’attenzione si concentra anche sulle offerte luce e gas disponibili sul mercato libero, che possono rappresentare una strategia di difesa per famiglie e imprese contro possibili rincari futuri.
Non va dimenticato, inoltre, che le dinamiche energetiche si intrecciano con la politica di regolamentazione nazionale. In Italia, istituzioni come ARERA hanno il compito di monitorare l’andamento del mercato, garantendo trasparenza e tutela per i consumatori. La proroga della tregua internazionale, quindi, assume un significato anche per il settore energetico europeo, in cui la capacità di adattamento ai cambiamenti globali diventa un fattore cruciale di stabilità.
Consumatori e prospettive future: tra timori e opportunità
Per i cittadini italiani ed europei, le implicazioni della tregua tariffaria tra Stati Uniti e Cina si traducono in un interrogativo concreto: quale sarà l’impatto sulla bolletta della luce e sul costo dell’energia elettrica nei prossimi mesi? In un contesto caratterizzato da grande incertezza, il consumatore medio si trova a dover affrontare la sfida di bilanciare le proprie spese energetiche, valutando con attenzione le migliori opzioni disponibili.
Le compagnie luce e gas cercano di rispondere proponendo nuove soluzioni e pacchetti mirati. Alcuni operatori puntano su offerte luce e gas più flessibili, mentre altri incentivano il passaggio al mercato libero, promuovendo condizioni vantaggiose per chi decide di cambiare fornitore di energia elettrica. In questo scenario, la capacità di scegliere consapevolmente diventa fondamentale per ridurre i costi e garantire una maggiore stabilità economica alle famiglie.

Infine, l’estensione della tregua può offrire un’occasione per riflettere sulla necessità di strategie energetiche di lungo periodo. L’Italia, così come l’Europa, non può limitarsi a reagire alle dinamiche commerciali globali, ma deve rafforzare i propri strumenti di pianificazione e diversificazione.
Incentivare le energie rinnovabili
- Promuovere l’efficienza energetica
- Studiare politiche per risparmiare energia elettrica
La lezione resta chiara: la dipendenza da fattori esterni come i dazi tra Stati Uniti e Cina non potrà mai garantire sicurezza duratura, se non accompagnata da scelte interne coerenti e lungimiranti.
Fonte:http://papernest.it
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